30 Apr

Statuto

Art. 1. Denominazione
E’ costituito il comitato, operante per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, senza scopo di lucro, denominato:
COMITATO GOCCE DI SOLE ONLUS

Art. 2. Sede
Il comitato ha sede legale a Belluno (Bl ) in via Giovanni Paolo I n. 21. .

Art. 3. Scopo del comitato
Il comitato ha struttura e contenuti democratici.
Il comitato è un ente di diritto privato italiano, apolitico e senza fine di lucro, che intende uniformarsi nello svolgimento della propria attività alla normativa prevista dal C.C. vigente, dal Dlgs 4 dicembre 1997 n. 460, alle regole del presente statuto e ai principi di democraticità interna della struttura, di elettività e di gratuità delle cariche associative.
Il comitato opera nel settore della beneficenza e assistenza sociale, avendo come scopo l’aiuto e l’assistenza a favore di minori affetti da malattie, bisognosi di cure, assistenza sanitaria e sociale o in stato di disagio, povertà o abbandono; favorire la sensibilizzazione al tema della tutela ed assistenza a minori ammalati o che versano, per qualsiasi ragione, in condizioni disagiate o di emergenza.
È fatto divieto agli organi amministrativi del comitato di svolgere o far svolgere attività diverse da quelle menzionate alla lettera a) dell’art 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.
E’ fatto obbligo dell’uso dell’acronimo Onlus nella denominazione del comitato ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, oltre al rispetto dei limiti e delle condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.

Art 4. Attività del comitato
Il comitato potrà svolgere le seguenti attività, per l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, comunque correlate e connesse ai suoi scopi:
1) fornire sostegno personale, logistico ed economico a minori affetti da malattie, bisognosi di cure, assistenza sanitaria e sociale o in stato di disagio, povertà o abbandono e alle loro famiglie;
2) sostenere l’attività del comitato tramite convenzioni, sovvenzioni, accordi con istituzioni pubbliche o soggetti privati e ricevere donazioni o contributi da soggetti privati e da enti pubblici e privati;
3) organizzare e promuovere, in via occasionale e in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, raccolte pubbliche di fondi, da svolgersi in correlazione con l’attività istituzionale, per sostenere l’attività istituzionale e i progetti del comitato e compiere attività di beneficenza. Organizzare campagne di sensibilizzazione, convegni, eventi, mostre e altre iniziative pubbliche, sempre correlate all’attività istituzionale;
5) promuovere accordi o collaborazioni con onlus, associazioni ed altri enti pubblici o privati che abbiano i medesimi scopi e finalità;
6) svolgere attività direttamente connesse alle attività istituzionali, comunque nei limiti previsti dal Dlgs 4 dicembre 1997, n. 460

Art. 5. Durata
La durata del comitato è a tempo indeterminato.

Art. 6. Promotori
Chiunque condivide gli scopi e le finalità del comitato ed è in grado di contribuire a realizzarne i fini può aderire. L’adesione al comitato è da considerarsi a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo. I promotori sono le persone fisiche capaci di agire, le persone giuridiche e gli enti, pubblici o privati che, condividendo pienamente i fini e l’attività del comitato, hanno presentato domanda scritta, accettata dal Consiglio direttivo, dichiarando:
– di voler partecipare alla vita del comitato;
– di accettare, pienamente e senza riserve, lo Statuto, i principi etici e culturali in esso contenuti; di accettare le attività, le finalità e il metodo del comitato.
Il consiglio direttivo ha 30 giorni di tempo per esaminare la richiesta di ammissione. L’eventuale diniego deve essere motivato ed è comunque ammesso reclamo all’assemblea.
Possono aderire, nella persona di un loro rappresentante, i comitati e le associazioni costituite senza fini di lucro con attività e scopi simili.
Fra gli aderenti al comitato esiste parità di diritti e di doveri. Ogni promotore è vincolato all’osservanza di tutte le norme del presente statuto, nonché delle disposizioni adottate dagli Organi del comitato. Il nuovo promotore sarà chiamato a versare una quota annuale, definita annualmente dal consiglio direttivo.
La disciplina del rapporto associativo e le modalità associative sono volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo sono uniformi. È esclusa espressamente ogni limitazione in funzione della temporaneità della partecipazione alla vita del comitato. Ogni promotore ha un voto. Il numero degli iscritti al comitato è illimitato. Le quote associative non sono trasmissibili.

La qualifica di promotore si perde per:
1) dimissioni;
2) decesso;
3) per radiazione per gravi motivi, che viene pronunciata dal Consiglio Direttivo contro il promotore che commetta azioni ritenute disonorevoli per i principi del comitato o che, con la sua condotta, costituisca ostacolo al buon andamento dello stesso. La radiazione non dà luogo a indennizzi o rimborsi di alcun genere;
4) per il mancato sostegno al comitato o di altre obbligazioni contratte con il comitato.
L’ammissione e la radiazione vengono deliberate dal Consiglio Direttivo ed è ammesso ricorso all’Assemblea e la decisioni è inappellabile.
Le prestazioni dei promotori a favore del comitato e le cariche sono gratuite ad esclusione delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dal comitato stesso.

Art. 7. Diritti e doveri dei promotori
I promotori hanno diritto:
1) di partecipare all’assemblea e di votare direttamente per l’approvazione e le modifiche dello Statuto, dei Regolamenti, l’approvazione del bilancio e per la nomina degli organi sociali del comitato, oltre al diritto di impugnare le delibere degli organi sociali;
2) partecipare alla vita del comitato e alle attività sociali;
3) ricevere periodicamente informazioni circa la vita del comitato;
4) contribuire con il proprio sostegno personale e materiale alle attività del comitato, con la possibilità di ottenere un rimborso spese, quando precedentemente accordato con le cariche competenti.
I soci hanno il dovere:
1) di rispettare il presente Statuto e i Regolamenti del comitato;
2) di osservare le deliberazioni adottate dagli organi sociali;
3) di versare contributi per i bisogni del comitato e deliberati dal Consiglio Direttivo;
4) di svolgere le attività associative preventivamente concordate;
5) di mantenere un comportamento conforme alle finalità del comitato.
L’adesione al comitato non comporta obblighi di finanziamento.
I versamenti al fondo di dotazione possono essere di qualsiasi entità e sono comunque a fondo perduto; in nessun caso e quindi nemmeno in caso di scioglimento del comitato, né in caso di esclusione o di morte del promotore si può dare luogo alla ripartizione di quanto versato per il fondo di dotazione.
I promotori potranno effettuare, su richiesta del Consiglio Direttivo, approvata dall’Assemblea, versamenti di quote suppletive. Tali versamenti, sempre previa conforme delibera assembleare, potranno essere impiegati o per la copertura di eventuali perdite o disavanzi di esercizio ovvero per sopperire a momentanee carenze di liquidità. I promotori non potranno richiedere la restituzione di tali versamenti

Art. 8. Organi sociali
Sono organi del comitato:
– l’Assemblea dei Promotori;
– il Presidente;
– il Consiglio direttivo.
A garanzia della democraticità della struttura del comitato, si stabilisce che tutte le cariche devono essere elettive.

Art. 9. L’Assemblea dei promotori
L’Assemblea dei promotori è l’organo sovrano del comitato. Essa è composta da tutti i promotori in regola con il versamento della quota sociale e dei contributi annuali e che, alla data dell’avviso di convocazione, risultino iscritti nel Libro Soci.
L’assemblea è convocata dal Presidente, almeno una volta all’anno, ed ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno ed è presieduta dal Presidente o, nel caso di sua impossibilità, da un consigliere. La convocazione dell’assemblea può essere comunque richiesta da almeno un\decimo dei promotori.
La convocazione dell’assemblea è effettuata con avviso di almeno quindici giorni prima della data fissata per l’assemblea di prima convocazione e deve contenere l’ordine del giorno, la data, l’ora e il luogo. Nella stesso avviso di convocazione dell’assemblea, può essere fissato un giorno ulteriore per la seconda convocazione.
La convocazione si effettua con raccomandata, telefax o e-mail, confermato dal destinatario anche con lo stesso mezzo. I promotori, ai fini dei loro rapporti con il comitato, eleggono domicilio nel luogo e all’indirizzo di posta elettronica indicati nel Libro dei soci.
L’assemblea è comunque valida, a prescindere dalle predette formalità, qualora siano presenti tutti i promotori, risultanti dal Libro Soci, aventi diritto al voto alla data dell’adunanza e siano presenti o informati tutti i consiglieri e nessuno si opponga alla discussione.
L’assemblea dei promotori può essere convocata anche fuori dalla sede sociale.
L’assemblea ordinaria delibera:
– l’elezione del consiglio direttivo;
– l’approvazione del rendiconto contabile economico finanziario e della relazione annuale;
– sugli argomenti posti alla sua attenzione dal consiglio direttivo;
Il promotore maggiore di età ha diritto di voto.
In prima convocazione, l’assemblea ordinaria è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei promotori aventi diritto a parteciparvi; in seconda convocazione è valida qualunque sia il numero dei promotori intervenuti. L’assemblea delibera, sugli argomenti posti all’ordine del giorno, a maggioranza assoluta, vale a dire con il voto favorevole di metà più uno dei votanti.
L’Assemblea straordinaria delibera:
– sulle richieste di modifica dello Statuto;
– sullo scioglimento del comitato;
– sulla nomina del liquidatore.
Riguardo le modifiche dello statuto, l’assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la presenza di almeno i due\terzi dei promotori, e delibera a maggioranza assoluta. Riguardo lo scioglimento del comitato e la nomina del liquidatore, l’assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno i tre\quarti dei promotori.
Le riunioni dell’assemblea devono risultare da apposito verbale, firmato dal presidente e dal segretario e trascritto nel libro delle delibere dell’assemblea dei soci.

Art. 10. Consiglio direttivo
Il comitato è amministrata da un Consiglio Direttivo, composto da membri designati fra tutti i promotori aventi diritto al voto. Il Consiglio Direttivo è composto da un numero variabile da cinque a tredici membri.
Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni e i suoi membri possono essere rieletti.
Le sedute sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei presenti. In caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente. Non è ammesso il voto per delega.
Il Consiglio direttivo si riunisce su convocazione del Presidente e quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
Sono compiti del Consiglio direttivo:
a) prevedere i criteri di ammissione dei nuovi promotori e accogliere o respingere le domande di ammissione degli stessi;
b) adottare provvedimenti disciplinari;
c) compilare il rendiconto contabile annuale e redigere la relazione annuale al rendiconto contabile;
d) eleggere al proprio interno il presidente, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere;
e) curare gli affari di ordine amministrativo; assumere personale dipendente; stipulare contratti di lavoro; conferire mandati di consulenza;
f) fissare il regolamento per il funzionamento e l’organizzazione interna del comitato;
g) elaborare un piano di attività annuale da sottoporre all’Assemblea;
h) aprire rapporti con gli Istituti di credito; curare la parte finanziaria del comitato; sottoscrivere contratti per mutui e finanziamenti e quant’altro necessario per il buon funzionamento del comitato.
i) Ratificare o modificare i provvedimenti adottati dal Presidente per motivi di necessità ed urgenza.
l) determinare e deliberare il rimborso delle spese o i compensi da corrispondere ai promotori che svolgono attività a favore del comitato.
Se nel corso dell’anno sociale vengono a mancare uno o più consiglieri, si procederà, da parte del Consiglio Direttivo, alla sostituzione degli stessi tramite nomina dei primi dei non eletti alla carica di consiglieri o, in mancanza, tramite cooptazione.
Le riunioni del Consiglio Direttivo devono risultare da apposito verbale, firmato dal presidente e dal segretario e trascritto nel Libro delle delibere del Consiglio Direttivo.

Art. 11. Il Presidente
Al Presidente, a cui spetta la firma e la rappresentanza legale del comitato di fronte ai terzi e anche in giudizio, vigila e cura che siano attuate le delibere del Consiglio e dell’Assemblea e provvede all’osservanza delle disposizioni statutarie ed alla disciplina sociale.
Il Presidente può conferire delega, sempre e solo per iscritto, ad uno o più soci sia per singoli atti che per categorie di atti.
Il Presidente dura in carica tre anni e può essere rieletto.
In caso di comprovata necessità od urgenza, assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli a ratifica alla prima riunione successiva.
In caso di assenza, impedimento o dimissioni le funzioni del Presidente sono svolte dal vicepresidente dell’associazione.

Art. 12. Durata delle cariche sociali
Tutte le cariche sociali hanno una durata triennale. Le sostituzioni e le cooptazioni effettuate nel corso del triennio decadono allo scadere del triennio medesimo.

Art. 13. Risorse economiche
Il comitato trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:
α) quote associative o contributi volontari dei promotori;
β) eventuali contributi volontari dei terzi;
χ) contributi dello Stato, Enti locali, Enti ed istituzioni pubbliche;
δ) contributi da organismi internazionali;
ε) rendite di beni mobili ed immobili pervenuti al comitato a qualsiasi titolo;
φ) donazioni, eredità, lasciti testamentari, legati;
γ) rimborsi derivanti da convenzioni con enti pubblici o statali, nazionali e internazionali;
η) entrate derivanti da attività direttamente connesse alle attività istituzionali, comunque nei limiti previsti dal Dlgs 4 dicembre 1997, n. 460;
I mezzi finanziari che pervengono al comitato vengono depositati in un apposito conto di tesoreria acceso presso un istituto di credito prestabilito. Ogni operazione finanziaria è disposta esclusivamente mediante mandato od ordinativo con la firma del Presidente o di un membro dell’associazione da lui delegato con delega scritta.

Art. 14. Il Patrimonio
Il patrimonio del comitato è composto da tutti i contributi che pervengano a qualsiasi titolo al comitato e dai beni mobili o strumentali che pervengano al comitato in virtù della sua attività.
Il patrimonio del comitato può essere utilizzato solo per il compimento delle attività prefissate dallo statuto. I singoli promotori non possono chiedere la divisione del patrimoni o avanzare pretese sullo stesso.

Art. 15. Divieto di distribuzione degli utili
È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve e capitale durante la vita del comitato, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge o effettuate a favore di altre Onlus, che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima e unitaria struttura. E’ fatto obbligo di obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 16 – Sostenitori
Possono aderire al Comitato in qualità di Sostenitori persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati che intendono sostenere moralmente e/o finanziariamente le iniziative del Comitato.
I Sostenitori non assumono la qualità di Promotori e, conseguentemente, non assumono alcuna responsabilità.
Il Consiglio Direttivo dovrà convocare almeno annualmente una Convenzione destinata ai Sostenitori, a cui sono presentati il rendiconto, le attività svolte, i risultati conseguiti e i programmi di lavoro del Comitato.

Art. 17. Raccolta pubblica di fondi
Nel caso di raccolta pubblica di fondi, da svolgersi in correlazione con l’attività istituzionale, in via occasionale e in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, il comitato dovrà redigere l’apposito rendiconto, da cui risulti, con chiarezza e precisione, le spese sostenute e le entrate.

Art. 18. Rendiconto economico-finanziario
L’esercizio sociale del comitato si apre il primo gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Ogni anno il Consiglio Direttivo predispone il rendiconto contabile economico-finanziario dal quale devono risultare con chiarezza e precisione le entrate suddivise per voci analitiche, i beni, i contributi, i lasciti ricevuti, le spese e gli oneri sostenuti suddivisi per voci analitiche.
Il rendiconto contabile deve essere accompagnato da una relazione illustrativa predisposta dal Consiglio Direttivo, che dia testimonianza delle attività del comitato, degli eventi e delle iniziative organizzate. Entrambi i documenti devono essere sottoposti all’approvazione dell’Assemblea entro e non oltre quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Il rendiconto e la relazione devono essere depositati presso la sede sociale nei quindici giorni precedenti la data fissata per la loro approvazione, a disposizione di tutti i promotori.

Art. 19. Intrasmissibilità della quota associativa
La quota o contributo associativo è intrasmissibile e non rivalutabile.

Art. 20. Scioglimento
Il comitato si scioglie per il raggiungimento del suo scopo, per l’accertamento della definitiva impossibilità di raggiungerlo, per la prolungata impossibilità di reperire i fondi necessari o per deliberazione dell’assemblea straordinaria.
E’ fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;

Art. 21. Completezza dello Statuto
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente statuto, saranno applicabili le disposizioni vigenti in materia di associazioni ed enti senza fine di lucro, con particolare riferimento al Decreto Legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.

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